Presepe 2006

Riflessioni di una volontaria


Ricordare con tenerezza gli anni della mia infanzia …. credo che istintivamente sia stata la ragione che ha dato forma al piccolo presepe.
Vecchia senza alcuna comodità è sempre stata un punto di riferimento, un abbraccio sicuro e protettivo, la mia casa.
Un sottoportico che mette in comunicazione il mondo esterno con il cortile.
Un cortile animato da attrezzi che raccontano di una vita semplice, di lavori fuori moda, ormai dimenticati.
Non c’è la mia gente: le loro voci, i passi, i profumi, i colori; quelli sono impressi nella mia mente e nel cuore.
Al centro di questo piccolissimo mondo ci sono un papà, una mamma, un Bambino: la famiglia.
Forse siamo diventati un po’ troppo superficiali: gli impegni, i pensieri, la fretta di rincorrere, cosa non si sa, nascondono tutto il bello, l’intimità, il calore, la complicità che solo una famiglia sa creare.
Mi commuove questo Bambino!
Il suo corpicino quasi nudo sprigiona così tanto calore, infonde serenità, gioia di vivere, tenerezza…
Trovo giusto interrompere così la descrizione del presepe perché ognuno di noi possa fare le sue considerazioni, le sue riflessioni o “voltare pagina”.
Per concludere, c’è una frase che ho letto in questi giorni, è molto profonda e mi piace riportarla.
“… nella vita, comunicazione e considerazione si alimentano a vicenda”.
Forse lo impareremo questo Natale, restando in silenzio di fronte al Bambino, per ritrovare i gesti, le parole giuste, non arroganti, ma vere e umili. Imparando a distinguere il confine sottile dove la parola perde il significato e il silenzio deve prevalere.
E’ un augurio!

Stefania